Occupazioni permanenti e temporanee PDF Stampa E-mail

Le occupazioni di spazi ed aree pubbliche sono permanenti o temporanee.

- Sono permanenti le occupazioni di carattere stabile effettuate a seguito di rilascio di concessioni di durata non inferiore all’anno e comportino o meno l’esistenza di manufatti o impianti.

- Sono temporanee le occupazioni di durata inferiore all’anno .

Il canone è graduato secondo l’importanza della strada sulla quale insiste l’occupazione; a tale effetto le strade sono state divise in due categorie (prima e seconda categoria).

Il canone è commisurato alla superficie occupata, espressa in metri quadrati o metri lineari. Le frazioni inferiori sono calcolate con arrotondamento alla unità di misura superiore.

Le autorizzazioni per l’occupazione anche provvisoria di spazi o strade provinciali a mezzo di installazioni od ingombri per occupazione di suolo stradale a mezzo di veicoli, baracche, chioschi, tende e simili, in occasione di fiere e mercati e comunque per ogni altra occupazione di suolo stradale, sono soggette alle limitazioni stabilite dall’art. 20 del D. Lgs. 30.04.1992 n. 285 e D.P.R. 16.12.1992 n. 495 modificato con DPR 610/96.

Resta convenuto, però, che per più occupazioni permanenti, anche della stessa natura, il canone deve essere “autonomo” per ciascuna di esse; per occupazioni temporanee, il canone è rapportato al cumulo delle superfici utilizzate, sempre che le occupazioni insistano su aree appartenenti alla medesima categoria prevista nel vigente Regolamento e si riferiscano allo stesso provvedimento autorizzativo ed al periodo di tempo in esso indicato. In tal caso, il canone va graduato in rapporto alla durata delle occupazioni e secondo i criteri stabiliti nel presente regolamento.

L’eventuale occupazione eccedente il limite di mq. 1.000, può essere calcolata nella misura del 10%. Fuori dai centri abitati non può essere autorizzata alcuna ubicazione di chioschi, edicole o altre istallazioni anche se provvisorie, sia sulle strade che entro le fasce di rispetto.

Nei centri abitati l’occupazione dei marciapiedi da parte di chioschi, edicole, od altre istallazioni, può essere consentita fino ad un massimo della metà della loro larghezza, purché risultino adiacenti ai fabbricati e sempre ché rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni.

Nelle zone di rilevanza storica – ambientale o di presenza di particolare caratteristiche geometriche della strada, i Comuni, di intesa con i proprietari della strada possono autorizzare occupazioni già esistenti alla data di entrata in vigore del codice della strada in deroga ai limiti suddetti, ma a condizione che sia garantita la circolazione dei pedoni e dei disabili.

Le occupazioni non possono, comunque, ricadere all’interno dei triangoli di visibilità dell’intersezioni di cui all’art. 18 comma 2 e 3 del Codice della strada.

Ogni occupazione sprovvista di concessione o difforme dalle prescrizione da essa contenute, è sanzionata secondo le vigenti norme previste dal Codice della strada, fermo restando l’obbligo, per l’autore della violazione, di rimuovere le opere abusive a proprie spese.

I cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani di qualsiasi tipo e natura, devono essere collocati in modo tale da non creare pericolo od intralcio alla circolazione e visibili anche nelle ore notturne, nonché essere forniti o verniciati negli spigoli con materiale catarifrangente.